Sammezzano: perfetta metafora per l'Italia

Aggiornato il: set 10

di Massimo Sottani


Ho incontrato pochi mesi fa Francesco Martini, giovane neo-segretario del PD di Rignano sull’Arno che mi ha chiesto di scrivere alcune note su Sammezzano in quanto Presidente del Comitato che dal 2012 ha cercato di valorizzare la storia del suo proprietario e creatore, Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona.


Lo faccio volentieri anche perché nel castello si parla molto di politica!


Inoltre, anche se Sammezzano si trova nel Comune di Reggello, non solo contribuisce ad abbellire il panorama che si gode dalle colline di Rignano, ma il legame è talmente forte che si trovano vecchie cartoline del castello che riportano la scritta “Rignano sull’Arno - Villa Panciatichi Sammezzano”(vedi foto). Quindi è corretto parlarne su “Frammenti di Rignano” anche se mi limiterò ad affrontare solo alcuni aspetti che interessano” la politica” e il Comune di Rignano.


Come mi è capitato spesso di dire negli ultimi anni, molti conoscevano Sammezzano ma pochi lo avevano davvero capito. Dal 1970 al 1990 era stato uno dei più importanti alberghi e ristoranti della zona e quindi molte persone lo avevano frequentato e lo conoscevano. Nel 1990 la società proprietaria fallì. Solo nel 1999 fu acquistato da una società inglese che presentò un piano per il recupero e la valorizzazione dell’intero complesso che purtroppo non si è mai realizzato. Dal 2012 al 2016 la proprietà ha tuttavia consentito al nostro comitato di organizzare alcune visite guidate l’anno che hanno avuto uno straordinario successo.

Con le donazioni dei visitatori abbiamo raccolto la somma di 50.000,00 euro che sono stati donati al Comune di Reggello per il restauro del Sepolcreto di famiglia che si trova nel piccolo cimitero di Sociana. Da ottobre 2016 non sono state più autorizzate visite ed è molto improbabile che possano riprendere a breve.


La prima cosa che le persone stentano a capire è che Sammezzano è ed è sempre stato una proprietà privata. Non è mai stato “pubblico” e, visto il costo e la situazione economica che stiamo vivendo, difficilmente lo diventerà in futuro!


La seconda cosa che non si conosceva, a partire proprio dal sottoscritto, è che Sammezzano e il suo parco (187 ettari di cui 50 di parco storico) sono frutto dell’ingegno e dell’impegno di un’unica persona che fu proprietario e committente. Una persona capace di pensare, progettare, finanziare e realizzare, in gran parte con manodopera toscana, questo luogo unico: il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (Firenze, 10 marzo 1813 – Sammezzano, 18 ottobre 1897).


Pensateci un po’: quante persone conoscete che abbiano fatto o siano in grado di fare una cosa del genere? A me non risultano altri! Questo fa di Sammezzano un luogo davvero unico: è il perfetto incontro tra Oriente ed Occidente ma prima di tutto è l’opera di una vita intera. Una persona ricca ma soprattutto dotata di molti e diversi talenti e con la determinazione di realizzare il proprio mondo ideale.


Non solo. L’opera di trasformazione compiuta da Ferdinando si realizza all’incirca tra il 1850 e il 1889, ovvero nel periodo in cui nasce il Regno d’Italia (1861) e Firenze diviene Capitale (1865 – 1870). Negli stessi anni Ferdinando fu consigliere comunale ed assessore a Firenze e soprattutto fu eletto due volte in Parlamento (1865 e 1867) ma la seconda volta si dimise subito, perché era stata approvata una legge che consentiva l’esproprio e la vendita dei beni ecclesiastici cui lui, pur fiero anticlericale, si oppose. Inoltre, non facendo parte del programma presentato ai suoi elettori, ne trasse la conclusione di doversi dimettere!


Quindi, Ferdinando si occupò attivamente di politica e, conseguentemente, nelle sale del castello si parla molto di politica. Cito solo due frasi:


  • - la prima proprio nella Sala d’Ingresso dove sopra la cornice di una grande porta è scritto: “Sempre l’uomo non volgare e non infame o scavalcato o inutile si spense”. Insomma, secondo il Marchese, alla sua epoca, per avere successo si doveva essere infami e volgari! Oggi vi sembra così diverso? In realtà non è uno scritto di Ferdinando ma una poesia di Giuseppe Giusti del 1849, “Il gingillino” ispirata proprio a un uomo comune, venale, attaccato ai soldi e sempre pronto a prostrarsi ai voleri dei forti e dei potenti;


  • - la seconda nel corridoio delle Stalattiti dove scrive in latino “PUDET DICERE SED VERUM EST PUBLICANI SCORTA LATRONES PROXENETAE ITALIAM CAPIUNT VORANTQUE SED NEC DE HOC DOLEO SED QUIA MALA OMNIA NOS MERUISSE CENSEO - AD MDCCCLXX”. All’incirca: ”Mi vergogno a dirlo ma è vero, l’Italia è in mano A ESATTORI, PROSTITUTE, LADRI E SENSALI che la controllano e la divorano. Ma non di questo mi dolgo ma del fatto che ce lo siamo meritato Anno 1870”. Tralascio ogni commento dal momento che il pensiero è sufficientemente chiaro. Faccio solo notare che il Regno d’Italia era nato solo da 9 anni!


Un’ultima curiosità: nel 1881 e poi nel 1884 si fece promotore di una raccolta di firme per il distacco di ”Leccio, Santa Maria e San Clemente a Sociana” dal comune di Reggello e per aggregarlo a quello di Rignano. L’istanza fu definitivamente respinta nel 1889. Commento de “La Nazione": "..Sembra che la vicenda non abbia avuto l’onore di essere discussa perché Reggello ha sempre provveduto ai bisogni di quella frazione (Leccio ndr)”.


Concludendo, Ferdinando si occupò di politica e volle esprimere le proprie opinioni sull’Italia appena nata addirittura scrivendole a caratteri cubitali nelle sale più belle.


Ma il castello spinge a parlare di politica anche oggi. E’ un posto davvero unico dove le persone vengono per fare foto e se ne tornano a casa con l’esperienza di aver viaggiato nel tempo di Firenze Capitale e nella testa di un fiorentino coltissimo e scontroso. Sammezzano è un luogo dove Oriente ed Occidente si incontrano. E’ desiderato da migliaia di persone. E’ risultato primo tra “I Luoghi del cuore” del Fai nel 2016 ma il suo futuro è quanto mai incerto. Al momento non vi sono progetti per la messa in sicurezza, il recupero e la valorizzazione.


Sono perfettamente consapevole che salvare Sammezzano sarà un’impresa difficilissima dal punto di vista economico e amministrativo. Ci vorranno soldi, coraggio, pazienza, cultura e visione del futuro. Quindi, quasi un miracolo: ma non si deve perdere la speranza e si deve credere che in casi come questo la “politica” possa dare il meglio di sé, mettendosi a fianco di chi volesse cimentarsi in questa sfida.


Sammezzano, infatti è molto di più di un luogo bello da fotografare: è un luogo che parla. Del nostro passato ma molto di più del nostro futuro! Un paese che perdesse un luogo come Sammezzano non avrebbe futuro. Forse, non se lo meriterebbe nemmeno!


Oltretutto, sarebbe anche occasione di lavoro qualificato per tante persone ed un formidabile volano per tutto il nostro territorio. In questo senso Sammezzano è una perfetta metafora dell’Italia: un paese bellissimo e fragile. Un paese con uno straordinario passato e un futuro tutto da costruire.


Concludo questo rapido volo con l’augurio che i vostri figli possano vedere il castello ed il parco come li abbiamo visti noi e sappiano appassionarsi alla storia di un uomo orgoglioso, scontroso ma geniale come Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona.


Per realizzare il suo Sogno d’Oriente accettò i giudizi e le incomprensioni dei suoi contemporanei. A distanza di 200 anni però ha avuto ragione perché da tutto il mondo chiedono di vedere Sammezzano: un castello di luce, colori e scritte dove la parola più usata è, non a caso, LIBERTA’!


Rignano sull’Arno - Villa Panciatichi Sammezzano

Massimo Sottani

Presidente del “Comitato F.P.X.A. – Sammezzano”


Iscriviti alla nostra newsletter

rimani aggiornato su tutte le pubblicazioni

© 2020 - Partito Democatico Rignano sull'Arno